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MONTEFALCO
- Presepi, natività, sacre famiglie, interpretati con la
sensibilità, la storia, le tradizioni e i variegati stili delle
diverse regioni italiane. E, soprattutto, dai presepisti simbolo
delle diverse scuole, che col loro sapiente lavoro hanno animato
questo tema antico fino a creare pezzi unici, di una tale maestria
artigianale che davvero sembra sfumare il confine, probabilmente
inesistente, tra arte minore e maggiore. Questo vuole offrire la
Prima Mostra Nazionale di Presepi inaugurata domenica 7 dicembre nei
locali del Complesso di Sant’Agostino a Montefalco e aperta al
pubblico fino al 6 gennaio 2009. L’evento costituisce la VII
edizione della manifestazione Lungo la Strada dei Presepi,
organizzata ogni anno dall’associazione Onlus Vivere la Speranza,
con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno della ricerca medica
contro i Tumori Neuroendocrini e le Neoplasie Endocrine Multiple.
La mostra è costituita da Presepi e
Natività provenienti dalla Puglia, dalla Campania, dal Lazio, dalla
Sicilia, dall’Abruzzo e dalla Basilicata, oltre ad un lavoro creato
appositamente per l’occasione, che metterà in scena la Natività nel
borgo di Montefalco, ricostruito nella sua bella Piazza del Comune e
in uno scorcio suggestivo, che si amplierà con filari di vite e
uliveti, rendendo omaggio alla città e alle sue note
caratteristiche, borgo medievale unito e nutrito dal suo contado
coltivato.
Molti i nomi di rilievo presenti in
mostra: gli artisti Tiziana D’Auria, Giulietta Cavallo, Giuseppe e
Marco Ferrigno, Carmine e Susi Iodice, Angela Celesti; i presepisti
Marcelllo Bartolomeo, Dario Facchini, Ettore Formosa, Marcello
Facchini, Vincenzo Galante, Enrico Landolfi, Ernesto Mancuso, Fabio
Sentilli, Agela Orsini, Ornella Preta, Lorenzo e Giacomo Randazzo,
Rossana Settimi, Patrizio Toresani e le opere delle collezioni
private di Anna e Giuseppe Martino, di Don Alessandro Lucentini, di
Fabio Giulio e Pierdomenico Conocchia.
Portavoce e simbolo della qualità e
del valore di molte opere presenti in mostra possono essere
considerate le Natività create da Giulietta Cavallo e dal
caposcuola nell’arte della terracotta napoletana Giuseppe Ferrigno,
scomparso l’agosto scorso, ma che ha lasciato in eredità la bellezza
dei suoi lavori. Seguendone la volontà, la famiglia ha assicurato
alla mostra la presenza di un lavoro del maestro, testimoniando con
questo gesto come in un momento di dolore si può far vincere la
speranza e la generosità, onorando pienamente lo spirito e gli scopi
dell’associazione. All’inaugurazione della mostra sarà consegnata
una targa intitolata alla memoria di “Peppino Ferrigno Maestro di
Presepi”. Le natività di Ferrigno sono ispirate al ‘700
napoletano, manipolate nella terracotta con anche l’ausilio del
legno, rivestite poi con stoffe spesso impreziosite da seta e ricami
in oro. Accanto ai personaggi tradizionali, nei presepi di
Ferrigno sono sempre presenti le figure care alla tradizione
iconografica della sceneggiatura napoletana: Benino, il pastore
assonnato, e Cioccobacco, personaggio alticcio e strampalato.
Anche le Natività di
Giulietta Cavallo sono in stile ‘700, ma appartengono alla
tradizione siciliana, facendola rivivere attraverso il fedele
riutilizzo di materiali e tecniche antiche: la terracotta e la
stoffa dipinta con colori a olio, stesi in numerosi strati
successivi. Seguendo le sue radici siciliane e una maestria
familiare che si tramanda in generazioni di artisti, Giulietta
Cavallo realizza Natività essenziali concentrate sulla Sacra
Famiglia, interpretata non in seno ieratico, ma con un approccio
sentimentale, intimo, umano, che fa di Maria e Giuseppe
l’esempio dell’amore, della dolcezza e dell’affetto familiare.
Opere
artigianali, assolutamente meritorie del termine arte, realizzate
interamente a mano dagli stessi artisti, opere uniche che sanno
colpire gli occhi e il cuore.
L’unione tra “il sentimento del
presepio” - così lo definisce la curatrice della mostra Angela
Celesti, docente di presepistica all’Università 50&+ di Roma – e
l’attività del volontariato che opera nell’anonimato per il bene
dell’altro, un prossimo vicino o lontano ma comunque universale, è
sempre stata sentita dai soci di Vivere la Speranza come motivo
animatore di questa iniziativa. Ed è stato grazie a questa
affinità che molti presepisti hanno risposto con entusiasmo e hanno
reso possibile la mostra. “Il presepio non è soltanto una questione
religiosa- continua la Celesti - ma un’emozione che si amplia
all'interno della nostra "anima" e parla al cuore degli uomini,
narrando una vicenda che è universale per la sua semplicità. Dando
la disponibilità a iniziative di questo genere, ogni presepista
restituisce al presepio il suo scopo più alto e importante: la
generosità e l'amore verso il prossimo. Di fronte a queste creazioni
anche l'uomo più distratto e laico, ha la possibilità di fermarsi un
attimo a pensare, viaggiando lentamente in questo piccolo mondo,
attraverso i volti che lo animano, e se ne ascolterà la voce, sarà
una storia unica che porta al suo cuore”.
A completare la mostra è anche una
sezione di approfondimento sul tema complesso e sfaccettato del
presepio. Sono a disposizione del pubblico pubblicazioni,
immagini e schede di alcuni artisti, più una selezione di articoli
apparsi su riviste nazionali che parlano di alcuni artisti in
mostra e una proiezione di video che raccontano la storia del
presepe napoletano e il miracolo senza tempo della nascita di
Gesù.
La mostra è aperta tutti i giorni,
festivi e prefestivi 10-13/15-20, giorni feriali solo il pomeriggio
15-20. |