Montefalco e dintorni
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Molto del suo fascino Montefalco lo deve alla posizione geografica che
le ha procurato l'appellativo di 'Ringhiera dell'Umbria'. Dai
suoi belvedere si scopre una parte dell'Umbria e si ammirano tutto
intorno i centri di Perugia, Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Spoleto,
Gualdo Cattaneo, Bevagna; più lontano si scorgono i rilievi
dell'Appennino, del Subasio e dei Monti Martani. |
Celebre altresì per gli
affreschi delle sue chiese, che ne fanno un punto di riferimento essenziale
per la conoscenza della pittura umbra, i suoi santuari rappresentano,
inoltre, una tappa importante del turismo religioso e della spiritualità umbra,
ancora quasi tutta da scoprire.
Montefalco fu centro
abitato fin dalla più remota antichità. Probabile 'pago' rurale, conserva
memoria in una rara epigrafe del 'marone' (magistrato tipico degli antichi
umbri). Durante il periodo romano il colle si popolò di ville patrizie, di cui
permane il ricordo nei toponimi: Assegnano, Camiano, Colverano, Rignano,
Satriano, Vecciano. Numerosi resti epigrafi e scultorei (Museo Comunale,
Chiostro di San Fortunato) testimoniano, nonostante le molte dispersioni, il
periodo più antico e meno noto.
Nel Medioevo l'abitato
ebbe il nome di Coccorone. Tra il 1239 e il 1240 il luogo prese il nome
attuale di Montefalco, probabilmente legato ad uno dei falchi
dell'imperatore Federico II di Svevia, espertissimo nell'arte della falconeria e
autore de Il trattato di falconeria (De arte venandi cum avibus) che aveva
soggiornato in Coccorone dal 9 al 13 febbraio 1240.
Nel corso del secolo XIV
Montefalco fu allungo sede preferita dei rettori del ducato di Spoleto
(1320 - 1355).
Uno di questi, il francese Jean d'Amiel, vi fece costruire due poderose
rocche papali, avvalendosi anche dei consigli e pareri tecnici del celebre
architetto senese Lorenzo Maitani, il quale allora dirigeva i lavori della
cattedrale di Orvieto. Ma già nel corso del secolo XV tali importanti
costruzioni venivano distrutte.
Successivamente (1379 -
1424 e 1438 - 1439) Montefalco fini sotto la signoria dei Trinci di Foligno, i
quali tentarono di farne un caposaldo della loro potenza. Recuperato alla Chiesa
con un energico intervento del cardinale Giovanni Vitelleschi, fu per breve
tempo governata da Niccolò Maurizi da Tolentino, il quale ne riorganizzò
l'amministrazione e, in particolar modo, suddivise il territorio in quattro
quartieri. Da allora Montefalco conobbe una grande attività artistica e
culturale, che si protrasse ininterrottamente per quasi un secolo.
Nel 1848, a seguito
dell’ampliamento del territorio comunale con l’aggregazione dei castelli di Fab
bri, Fratta e San Luca, Montefalco ottenne l’ambitissimo titolo di città.
Il tessuto medievale di
Montefalco è ancora compreso in larga misura nella perimetrazione delle mura
urbane, databili al XIII-XIV secolo, sormontate da torri e rotte da porte:
porta Federico II, porta Camiano, porta della Rocca e su tutte la
porta Sant’Agostino, contraddistinta da una alta torre merlata.
Inestimabile il valore
delle sue chiese: la chiesa di Sant’Agostino, che custodisce notevoli
affreschi di scuola umbro-senese, la chiesa di Santa Chiara, al cui
interno sono conservate le spoglie di Santa Chiara, con la Cappella della Santa
Croce nella quale si osservano affreschi di un ignoto artista umbro del XIV
secolo, la rinascimentale chiesa di Santa Illuminata, decorata da
affreschi cinquecenteschi del pittore montefalchese Francesco Melanzio, e sopra
tutte la bellissima chiesa-museo di San Francesco che conserva un ciclo
d’affreschi realizzati da Benozzo Bozzoli nel 1452 con la vita di San
Francesco e una splendida Natività del Perugino.
Il Palazzo Comunale,
affacciato sulla piazza di forma irregolarmente circolare, presenta tracce della
originaria fabbrica duecentesca. A incorniciare la piazza sono dei bei palazzi
appartenenti alle nobili famiglie cittadine e le chiese sconsacrate di Santa
Maria di Piazza e di San Filippo Neri, ora teatro comunale.
Poco fuori dall’abitato
è l’interessante complesso conventuale di San Fortunato con affreschi di
Benozzo Bozzoli e Tiberio d’Assisi. Sempre nei dintorni di Montefalco spiccano
la chiesetta di Santa Maria di Turrita e il santuario della Madonna
della Stella.
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