Il 16 gennaio 2007, presso
l'aula A del DIMISEM del Policlinico di Perugia, si tenuta la riunione
costitutiva del Gruppo Multidisciplinare Regionale per la patologia
neuroendocrina, dando seguito alle proposte di costituzione di gruppi
regionali per patologia, emerse nella riunione costitutiva del Comitato
Tecnico Scientifico del CRO- Centro Regionale Oncologico.
Di seguito viene riportata
la lettera invito redatta dal Prof. Santeusanio e del Dr. Ferolla ai
colleghi invitati a partecipare alla costituzione del gruppo. In essa
sono illustrati i motivi che hanno portato alla scelta di costituire un
gruppo multidisciplinare per lo studio dei NET, gli obiettivi
dell'iniziativa e gli specialisti che partecipano al gruppo, con i
relativi istituti di appartenenza.
Introduzione e backround
I tumori neuroendocrini rappresentano un sottogruppo di neoplasie
caratterizzate da numerose peculiarità cliniche e biologiche che
costituiscono, a seconda delle varie casistiche, una percentuale
variabile tra lo 0,5 ed il 4 % di tutte le neoplasie solide. Vi sono,
tuttavia, vari elementi (ad esempio il confronto con i dati delle serie
autoptiche ed i dati raccolti nelle aree geografiche dove sia inserito
un centro con particolare expertise sull'argomento) che fanno sospettare
come la loro reale prevalenza sia tuttora sottostimata, o meglio
sottodiagnosticata. Per la diagnosi e la cura di tali neoplasie,
descritte già alla fine del secolo scorso, sono state sviluppate nelle
ultime due decadi strategie diagnostiche e terapeutiche mirate che hanno
avuto un notevolissimo impatto sulla sopravvivenza e la qualità di vita
dei pazienti. E' emerso, inoltre, come una strategia di approccio
multi-disciplinare a queste neoplasie sia un pre-requisito
indispensabile al corretto management del paziente. Non solo
l'interazione tra i vari specialisti coinvolti, ma anche la corretta
sequenzialità degli interventi per gli specifici ruoli, ha un
significato fondamentale.
Di qui la necessità di
istituire un gruppo multidisciplinare specifico allo scopo di integrare
le conoscenze scientifiche, migliorare la collaborazione già esistente
ed adattarla alle necessità ed alle potenzialità della nostra regione.
L'Umbria divenuta, nel
corso degli ultimi quindici anni, uno dei punti di richiamo nazionale
per questa patologia ed il numero di pazienti seguiti attivamente nel
corso dei follow up o per nuova diagnosi nella regione rappresenta
quantitativamente, ma anche qualitativamente, il vertice in ambito
nazionale ed uno dei vertici europei. Ciò può essere spiegato con
l'interesse specifico di alcuni ricercatori e per le professionalità
presenti in tutti i singoli settori disciplinari interessati
all'argomento. Inoltre, una sostanziale ufficializzazione delle
collaborazioni multidisciplinari già presenti in ambito regionale e
l'istituzione di eventuali ulteriori collaborazioni potrebbe avere altri
favorevoli effetti: confermare il pressoché totale annullamento della
fuga di pazienti verso altre regioni e favorire il già costante
incremento dell'attuale attrazione di pazienti anche da regioni ritenute
di ottimo livello sanitario.
1)
Individuazione di gruppi di studio multidisciplinari
omogenei per specifici settori (ad es. per l'ambito
della patologia toracica o quella
gastroenteropancreatica) per l'ottimizzazione ed
omogeneizzazione dei criteri e delle procedure
diagnostiche e terapeutiche
2)
Interazione tra i vari gruppi con possibilità di
coordinazione degli esami diagnostici su base regionale
(laboratorio ed imaging) e corretta sequenzialità delle
procedure diagnostiche e terapeutiche
3)
Uniformità della terminologia e dei criteri diagnostici
(inclusa l'anatomia patologica) su base regionale
4)
Uniformità dei tempi e modi del follow up (anche al fine
di avere dati omogenei per la valutazione dei risultati
e per la formulazione di protocolli di studio)
5)
Programmazione di incontri mensili per la discussione
dei casi e per la definizione collegiale di percorsi
diagnostico-terapeutici integrati per i singoli
pazienti. Nei periodi intercorrenti, anche per
ottimizzare i tempi, l'attività di discussione di
singoli casi potrebbe essere sviluppata via e-mail tra i
componenti del gruppo.
6)
Programmazione di un "expert meeting regionale" a
completamento del lavoro dei vari sottogruppi
finalizzata alla presentazione dei risultati ed alla
loro integrazione nella pratica clinica
7)
Nomina di un coordinatore regionale