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Primo
momento di scambio e riflessione sul lavoro fin ora fatto dal Gruppo
Multidisciplinare Regionale per la diagnosi e terapia dei tumori neuroendocrini,
nato nel gennaio 2007. L’occasione è stata il 1° Simposio Annuale
svoltosi nei giorni scorsi presso la Sala Alesini dell’Ospedale San Govanni
Battista di Foligno. L’iniziativa si inserisce nelle attività scientifiche del
Centro di Riferimento Oncologico (C.R.O.) Interaziendale Regionale diretto dal
Prof. Maurizio Tonato, e rappresenta il primo convegno del Gruppo
Multidisciplinare Regionale specificamente dedicato ai tumori neuroendocrini, il
cui referente regionale è il Dr. Piero Ferolla.
I
tumori neuroendocrini sono un sottogruppo di neoplasie relativamente rare, ma
tuttora sottostimate, caratterizzate da alcune peculiarità biologiche che
rendono possibili specifici approcci diagnostici e terapeutici. Da alcuni anni
l’Umbria è divenuta un punto di riferimento a carattere nazionale ed
internazionale grazie alle specifiche competenze e professionalità scientifiche
presenti nell’ambito regionale. Non trascurabile in questo processo di
valorizzazione professionale e di supporto ai pazienti è stato anche il ruolo
svolto dal volontariato, in particolare dall’Associazione Vivere la Speranza,
che ha contribuito alla nascita del Gruppo Multidisciplinare Regionale e ne
sostiene continuativamente le attività.
Al convegno hanno partecipato i principali medici specialisti della regione
Umbria coinvolti a vario titolo nell’iter diagnostico o terapeutico di
questi tumori (anatomo-patologi, radiologi, medici nucleari, chirurghi,
gastroenterologi, endocrinologi, oncologi) secondo una strategia di approccio
multidisciplinare.
La qualità delle presentazioni scientifiche sui vari temi e la ricchezza del
dibattito hanno permesso di poter già delineare le basi sulle quali poter in
seguito costruire un percorso diagnostico-terapeutico condiviso per questa
patologia.
A
ciò sarà dedicato un ulteriore incontro programmato per il prossimo autunno
quando saranno formalizzate le decisioni nel frattempo elaborate e maturate in
occasione della periodica attività del gruppo multidisciplinare.
Questa si sta delineando come una strategia valida e utile a rendere coerenti e
accettati da tutti gli specialisti i comportamenti in campo diagnostico e
terapeutico anche da parte degli altri gruppi multidisciplinari per patologia (
mammella, polmone, colon, ecc..) in tutta la regione.
Inoltre la dimensione regionale dell’evento e il confronto continuo e
sistematico tra gli operatori devono essere visti come elementi qualificanti la
coesione del gruppo e dei comportamenti dei singoli, fatti questi molto positivi
nell’ambito della strutturazione e del funzionamento della rete oncologica
regionale. |